IL SUCCO DI ARANCE

Proprio sul finire dell'inverno mi ha colto l'influenza, e sembra che non voglia darmi tregua. Va via per un giorno o due e poi mi ricattura con ricadute una dopo l'altra: sembra che io sia guarito e lei di nuovo imperterrita ritorna. Resisto nella mia abitudine ormai pluriennale a non assumere medicine, mi faccio spremute con le arance di Teresa e Peppuccio (che però sono ormai alla fine) e provo a difendermi con la propoli; aggiungiamo un pò di fermenti lattici per aiutare la flora batterica a combattere i problemi di stomaco: eh si, pare che lo stomaco sia il bersaglio preferito di questa simpatica influenza, che, dopo ogni mia resurrezione, torna a mettermi al tappeto ogni volta dopo che mangio. In attesa di andare in erboristeria da Francesco a prendere una cura a base di fermenti per ristabilire la mia flora intestinale, decido di uscire al supermercato a comprare qualche yogurt con fermenti vivi. Qui, presi gli yogurt cerco di scivolare dritto lungo gli altri scaffali per non incorrerere nel rischio di comprare cose inutili: meglio resistere per poi comprare al GAS fra un paio di giorni. Davanti allo scaffale dei succhi di frutta vedo parecchi succhi (o presunti tali) di arance rosse. Forse potrei comprarne qualcuno, in attesa che Teresa e Peppuccio tornino dal loro viaggetto: maledizione proprio ora che ho bisogno delle loro arance dovevano partire. Prendo un bricco da uno scaffale: Santal, che ormai da tempo appartiene a Parmalat. Giammai, mi dico. Aggiungiamo che i bricchi (o i brick, se volete fare gli anglofoni: io italianizzo) non sono riciclabili quindi sono ancora più antipatici. Prendo altri contenitori: su nessuno è scritto "100% succo" come mi era capitato di trovare su alcuni in passato. Volto i contenitori e, a guardare gli ingredienti, vedo che sono davvero basse le percentuali di frutta contenute in questi succhi - sarebbe meglio a questo punto chiamarle bevande! Decido di fare il consumatore critico estremo, li mollo tutti e vado per andarmene. Poi ci ripenso: forse potrei fare un piccolo sacrifico per aiutare gli altri a riflettere e prendere consapevolezza su alcune cose magari banali, ma forse non del tutto scontate. Acquisto alcuni di questi succhi per poter condividere alcune osservazioni.

Guardate qua.



Santal Top - Fruit Therapy

della Parmalat

bottiglia di plastica da 1 litro

Bevanda a base di succo di arancia rossa con estratto di fiori d'arancio.

Frutta: 20% minimo.





Mmm... 20%. Bella percentuale. E hanno pure il coraggio di chiamarla "Fruit Therapy"!





Bravo - red orange

della Rauch

bottiglia di plastica da 1 litro

Bevanda con succo di arancia rossa e vitamina c.

Contenuto di frutta: 30% minimo di succo di arancia rossa da concentrato, succo di arancia rossa e succo di arancia da concentrato.


Qui siamo al 30%. E ...bravo davvero! Un pò meglio della Santal, ma non possiamo comunque accontentarci.



Skipper Fresh

della Zuegg

bottiglia di plastica da 1 litro

Bevanda all'arancia rossa, uva e mandarino con fruttosio.

Contenuto di frutta: 20% minimo.


Ahi ahi ahi, anche qui la soglia è bassissima.



Skipper arancia rossa

della Zuegg

bricco da 1 litro

Bevanda all'arancia rossa e all'arancia bionda.

Contenuto di frutta: 55% minimo.



Uh, finalmente: 55%. Olè, abbiamo raggiunto il quorum. Che ancora non ci basta, ma almeno superiamo la metà. E questo prodotto ha anche il pregio di usare al 100% arance italiane. Non lo diciamo per campanilismo, ma per ragioni di sostenibilità, risparmio costi, meno inquinamento e incremento dell'economia su scala locale. Non per incrementare l'economia di un luogo in sé, a scapito delle economia di altri luoghi, bensì per sostenere l'idea che le economie è bene che si sviluppino su scala locale producendo e consumando atraverso circuiti interni fin dove è possibile, per i motivi elencati sopra.Peccato che sia in bricco... ne vogliamo troppe?

Del resto pure per i prodotti precedenti va aggiunta una considerazione sul fatto che ogni bottiglia è rivestita da un inutile e inquinante involucro di plastica su cui sono disegnate delle belle e colorate arance rosse: chi lo direbbe -senza prendersi la briga di andare a guardare gli ingredienti con le relative percentuali- che di tutta quella frutta che sull'etichetta fa bella mostra di sé all'interno non c'è che una quantità minima?

Probabilmente ci sono anche altre nefandezze che io, da non esperto, non sono in grado di cogliere e decifrare. Ma questo mi basta decisamente.

Bah, per ora affondo con la spremitura delle ultime arance superstiti, poi passerò allo Skipper in bricco (55% di frutta) e poi infine agli altri: tanto che beneficio potrebbero dare alla mia salute con la quantità di frutta così ridotta che contengono? Davvero poco. Anzi forse non sarebbero neanche sufficienti a bilanciare i controeffetti negativi dei vari conservanti e coloranti: E129, acido citrico, acido carminico, ... acido L-ascorbico, ... buhhh...!!! Perché non anche coda di rospo, zampe di topo e squame di serpente? Ah già, forse perché troppo ...naturali!



Mi sono qui limitato a quattro prodotti che mi sono capitati sotto mano, senza fare ricerche troppo approfondite. Sappiate che comunque tra i prodotti che si trovano in commercio -a volte anche nei supermercati- si trovano pure bevande composte di succo al 100%. Cercatele. Se poi avete la possibilità di evitare i circuiti della grande distribuzione, ancora meglio. Certo, perché stiamo parlando ora nell'ottica di una riduzione del danno, ma a essere critici, anche quando si tratti di succo di arance (o altro) al 100%, le controindicazioni possono essere innumerevoli: dal trattamento che avranno subito quelle arance (tra medicinali, pesticidi, concimi chimici, etc.), all'iperconfezionamento, etc.

Facciamo pure i conti in tasca?


Santal Top - Fruit Therapy da 1 litro, costo euro 1,79: considerato che contiene il 20% di frutta, per comprare un litro di succo "vero" spenderemmo 8,95 euro.

Bravo - red orange da 1 litro, costo euro 1,49, con cui compriamo 30 cl di succo: 1 litro di succo costerebbe circa 5 euro.

Skipper Fresh da 1 litro, costo 1,59 per il 20% di succo: 1 litro di succo costerebbe 7,95 euro.

Skipper arancia rossa da 1 litro, costo euro 1,57 per il 55% di succo: 1 litro costerebbe poco più di 2,80 euro.

Le arance naturali che si trovano al mercatino di Utopie Sorridenti vengono a costare 1 euro al kg. Considerato che per fare un litro di spremuta servono meno 2 kg di arance (1,7 kg con un normale spremitore a mano!), un litro di spremuta da arance coltivate senza nessun intervento chimico viene a costare (senza volerci troppo sbilanciare verso il basso) meno di 2 euro ...più qualche giro di polso per spremere e qualche piacevole chiacchierata con i frequentatori del mercatino.

Per cui in conclusione direi...

Evviva le arance vere - meglio se senza addititivi chimici! Evviva le sane spremute! ... tornate Teresa e Peppuccio.


Pagina a cura di Pierluigi Grottola

Foto di Marco Ascrizzi

Un grazie a Teresa e Peppuccio che hanno fornito le quantità di spremuta che si ricava da 1 kg di arance... e non hanno neanche pagato per avere questa pubblicità!


I contenuti di questa pagina sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 2.5 attribuzione-non commerciale-condividi allo stesso modo