Header

cesto

 

Per penotare clicca su (altro…)

Share

WhatsApp Image 2019-05-29 at 11.09.58

Share
21430292_797967290387916_4882951500711377052_n

Un articolo di Claudio Dionesalvi sul Manifesto che riguarda il tema dell’agricoltura dove si cita l’esperienza del GAS Cosenza e la problematica dei rifiuti

LINK AL PDF

Share
logo3

Vedendo un’inchiesta della trasmissione Report intitolata “Che spiga!” sull’oramai conosciuto utilizzo di erbicidi come il glifosato in agricoltura, elemento chimico altamente tossico e nocivo per la salute della terra, dell’uomo e degli animali, ci è venuto di scrivere questo invito ad andare oltre la denuncia per partecipare alla costruzione di quell’altro mondo possibile che passa dalla trasformazione dei “modi di produzione” che invadono in negativo le nostre vite. Da tempo, grazie all’impegno di persone reali – Mario, Lello, i contadini della rete costruita dal progetto “il Seme che Cresce”, il prefinanziamento degli aderenti al GAS Cosenza – noi glifosato non ne mangiamo!

Grazie allo studio delle varietà “antiche” ed autoctone del grano, all’organizzazione di una filiera “dal basso” che va nella direzione della “sovranità alimentare” e che ci permette di controllare con estrema trasparenza quello che mangiamo. Nel tempo abbiamo approfondito le diverse fasi della lavorazione, dalla molitura alla pastificazione artigianale. Abbiamo compreso che non tutti i “modi di produzione” sono uguali, che non può esistere una pasta a 35 centesimi di euro perché non si riesce a ripagare neanche il grano con quella cifra. A quella cifra non ci può essere che sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente. A quella cifra non può esserci che un’immensa frode.

Gli scaffali dei nostri supermercati sono, di fatto, LEGALMENTE, pieni di veleno. Altro che nutraceutica, altro che curarsi con il cibo. Mangiando, oggi, ci si ammala, si ingurgitano tonellate di composti chimici, gli stessi che impregnano i nostri terreni e finiscono per inquinare le falde. Andando oltre alla denuncia sul tema del cibo, dicevamo, la rete Utopie Sorridenti ha deciso di rimboccarsi le mani da ormai 14 anni. Abbiamo conosciuto tanti contadini e contadine che hanno il gusto di “curare”, “coltivare”, “migliorare”, la terra.

Portiamo ogni sabato presso uno spazio sottratto alla speculazione, le ex Officine/Rialzo, ortaggi locali appena raccolti e trasformati come la farina, il pane e la pasta di cui conosciamo tutta la storia, dal chicco alla tavola. Nel nostro piccolo ci siamo messi al riparo dalla speculazione che avviene sulle nostre vite, sulla nostra salute. Aspettiamo che anche gli altri e le altre se ne accorgano e utilizzino le loro energie fisiche e mentali per dare nuova linfa a questa sperimentazione che ha tanti difetti ma sicuramente è schietta e non nasconde frodi o speculazioni.

Costruiamo dal basso le nostre filiere. Riappropriamoci del cibo, della nostra salute e di quella della nostra terra. Braccia, cuori e gambe per cambiare davvero lo cose. Andiamo oltre le sterili denunce e le momentanee indignazioni. Che cos’è lo sfruttamento dei braccianti nelle nostre piane se non un modo di produzione? Che cos’è la Grande Distribuzione Organizzata se non un sistema di accaparramento a danno della terra?

Agrochimica, Industria alimentare, agricoltura intensiva. Oppure Gruppi di Acquisto Solidale, Agricoltura contadina, Cooperazione. Basta poco, il tempo di una scelta di “campo”!

L’inchiesta di Report
https://www.raiplay.it/social/video/2017/10/Che-spiga—30102017-52a602ad-9393-4fbe-968a-3c0306319e30.html?fbclid=IwAR3563zN4fS8mv8zCy51GJ4xNn7WptGIPIAZnyRTkNQ8hN41KQuGPJ8l6aQ

Gruppo di Acquisto Solidale Cosenza
Casa dei Diritti Sociali – FOCUS

Share
contadino

E’ stata approvato dall’Assemblea della Camera e passa ora all’esame del Senato la proposta di legge C. 183, recante norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agroalimentari a filiera corta e a chilometro zero.
La proposta di legge è composta di 7 articoli che prendono in esame le modalità per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agroalimentari che provengono dalla filiera corta o dal chilometro zero o utile.
Le definizioni incluse in questa proposta indicano come prodotti a chilometro zero o utile quelli che provengono da luoghi di produzione e di trasformazione posti a una distanza non superiore a 70 chilometri dal luogo di vendita o dal luogo di consumo. Invece i prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta sono quei prodotti la cui commercializzazione è caratterizzata dall’assenza di intermediari commerciali o dalla presenza di un solo intermediario. Le cooperative e i loro consorzi, le organizzazioni dei produttori e le organizzazioni interprofessionali non sono considerati intermediari.

Saranno anche previsti ed istituiti appositi logo “chilometro zero o utile” e il logo “filiera corta” che andranno esposti nei luoghi di vendita diretta, nei mercati, negli esercizi commerciali o di ristorazione e all’interno dei locali, in spazi espositivi appositamente dedicati.
Dulcis in fundo l’articolo 6 prevede che l’operatore che immetta sul mercato prodotti agricoli e alimentari utilizzando il logo in assenza dei requisiti di legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600 euro a 9.500 euro.
Purtroppo a nostro avviso è in atto una nuova appropriazione come quella già avvenuta per le produzioni naturali/biologiche. Movimenti dal basso, GAS, piccoli contadini ed aziende responsabili che hanno fatto negli anni un grosso lavoro per sensibilizzare i consumatori ad acquisti di prodotti provenienti da filiere virtuose e responsabili si troveranno di fronte all’ennesima burocratizzazione ed all’ennesima certificazione che sarà come al solito appannaggio delle grosse aziende e della Grande Distribuzione Organizzata.
Speriamo di sbagliare, ma ci siamo già passati. La nostra linea rimane quella della certificazione partecipata che parte dalla condivisione diretta tra gasisti e contadini della filosofia di fondo e dei metodi di produzione.
Delegare ad istituti di certificazione non è mai risultato un grosso affare per i piccoli contadini e sicuramente poco efficace per comprovare la reale bontà dei progetti e delle produzioni.

GAS Cosenza
Casa dei Diritti Sociali – FOCUS

Share

mutualismo_max

Share

articolo_genuino_clandestino

Share

articolo_viggiani

Share

GC_COSENZA_22settembre

Share

autieri

Share